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Nvidia invita i partner a non vendere alle aziende cinesi

Jason Wuang, ceo del gruppo americano, lo avrebbe comunicato verbalmente, chiedendo alle società di cloud computing di vendere almeno il 51% dei loro servizi a soggetti non cinesi. Anche Washington intende vincolare l’accesso ai chip statunitensi più avanzati


03/11/2026 17:27

di Alessandro Rigamonti - Class Editori

settimanale
Jason Wuang, ceo di Nvidia

Nvidia segue le raccomandazioni del presidente Usa Donald Trump e impone ai suoi partner nel settore dei data center di ridurre la loro esposizione ai clienti cinesi. Adesso le società di cloud computing dovranno vendere almeno il 51% dei loro servizi a soggetti non cinesi. Con questa mossa, il ceo di Nvidia Jensen Huang limita la capacità di Pechino di tenere il passo degli Stati Uniti nella corsa all’AI. 

Questo è quanto riportato dal Financial Times, che cita cinque persone informate sui fatti, visto che il più grande produttore di chip al mondo avrebbe comunicato verbalmente le istruzioni, senza rilasciare documenti ufficiali. Queste norme si applicano ai clienti di Nvidia a livello globale e non solo ai data center in Asia, ma sono interessati solo i contratti futuri e non gli accordi di leasing esistenti.

Nvidia ha dichiarato: «I data center e i cloud basati su chip americani sono le fondamenta di cui i produttori americani di modelli e applicazioni hanno bisogno per competere a livello globale. La politica statunitense di lunga data incoraggia ogni cloud a basarsi sull'infrastruttura americana e a conquistare quote di mercato ovunque sia possibile».

Limitare l’uso dei data center alle società cinesi frena le prospettive di sviluppo di Pechino nel campo dell’AI. Inoltre, anche Washington intende vincolare l’accesso ai chip statunitensi più avanzati tramite accordi di cloud computing con l'estero. Gli Stati Uniti così intendono reprimere sia gli intermediari che hanno contribuito a creare un fiorente mercato nero per i chip, sia l'accesso delle aziende cinesi a semiconduttori avanzati esteri.

Ma questa decisione si ripercuote negativamente anche sulle società di cloud computing che faranno fatica a trovare un numero sufficiente di clienti non cinesi al di fuori degli Stati Uniti. 

Creare una scarsità di offerta nel più grande mercato asiatico ha un risvolto positivo per i conti di Nvidia: secondo quanto riportata da FT, un rack (armadio standard da installare nel data center) di chip Nvidia B300, che nel mondo viene venduto a circa 600.000 dollari, il mese scorso è stato pagato in Cina 2,8 milioni di dollari. La vendita alle aziende di Pechino di questo componente sarebbe vietata dall'amministrazione Usaimpone ai suoi partner di non vendere . (qui il testo dell'articolo pubblicato su milanofinanza)

 


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