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Dazi europei sui pneumatici cinesi, Bruxelles interviene a sorpresa

Le nuove tariffe definitive che variano dal 4,3% fino al 45,3% sono entrate in vigore l'8 luglio in via non retroattiva al termine di un'indagine avviata lo scorso novembre sui prezzi a cui vengono importati gli pneumatici, che configurano una situazione di dumping


10/07/2026 15:49

di Mauro Romano - Class Editori

settimanale
Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea

In contro tendenza alle consultazioni permanenti annunciate il 29 giugno dai ministri del Commercio cinese ed europeo, la Commissione di Bruxelles ha imposto con un regolamento il 7 luglio dazi antidumping definitivi sulle importazioni cinesi di pneumatici per autovetture e veicoli commerciali leggeri. 

La decisione arriva dopo che un’indagine avviata dall’esecutivo a novembre ha mostrato che le importazioni di pneumatici di Pechino entrano nell’Unione a prezzi di dumping, cioè troppo bassi rispetto a quelli europei e quindi sleali. A ciò, palazzo Berlaymont ha risposto imponendo delle tariffe definitive che variano dal 4,3% fino al 45,3% e che sono entrate in vigore ieri (8 luglio) in via non retroattiva.

L’indagine ha riguardato un’ampia varietà di tipologie e dimensioni di pneumatici in gomma con indice di carico inferiore a 121 – l’indice di carico è un codice numerico sul fianco della gomma, che indica il peso massimo che ogni singola ruota può sostenere. In una filiera, quella degli pneumatici, UE che impiega oltre 80.000 persone in 14 Stati membri, i dati dell’esecutivo mostrano che nel 2024, il consumo di pneumatici nell’UE si è attestato a 330 milioni di unità circa per un mercato che vale oltre 18 miliardi di euro. Nello stesso anno, inoltre, si sono registrate quasi 93 milioni di unità di importazioni cinesi, dal valore di oltre 2,5 miliardi di euro e corrispondenti a una quota di mercato del 28%. 

Ad ottobre 2024, Palazzo Berlaymont ha fatto scattare dei dazi commerciali da applicare al prezzo di vendita delle auto elettriche cinesi vendute in Europa e che si aggiungevano a quelli già in vigore del 10%. Le nuove tariffe – imposte come misura di riequilibrio contro le sovvenzioni sleali di Pechino alle sue industrie produttrici di auto elettriche – si applicavano ai veicoli prodotti dalle compagnie Saic, Geely, Byd e Tesla. 

Agennaio di quest’anno, è arrivata una serie di linee guida della Commissione europea per la presentazione di offerte di impegno dei prezzi per gli esportatori cinesi.  Un documento che il ministero del Commercio cinese ha salutato immediatamente come la fine della contesa, mentre da Bruxelles la Commissione ha chiarito che si tratta solo di “orientamenti” e “nient’altro”.


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