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Guerra dei chip, Anthropic alza il muro contro le aziende cinesi

L'accesso alla piattaforma americana di AI dell'azienda dei fratelli Amodei sarebbe stato violato da società del gruppo Alibaba e Bytedance nonostante le esplicite limitazioni di accesso a Claude da Oltremuraglia. Apple invece sarebbe alla ricerca di fornitori cinesi per i chip di memoria dei prossimi iPhone


03/07/2026 15:12

di Mauro Romano - Class Editori

settimanale
Dario Amodei, fondatore e ceo di Anthropic

Anthropic sta rafforzando le proprie difese per chiudere le falle che consentono alle aziende cinesi di aggirare le restrizioni imposte sull'utilizzo dei propri sistemi di intelligenza artificiale.

Lo rivela il Financial Times, che cita persone informate sulla vicenda, secondo cui sarebbero state individuate varie modalità con cui le aziende cinesi ottengono l'accesso ai modelli AI dell'azienda americana.

Il colosso del fintech Ant Financial, parte del gruppo Alibaba, avrebbe utilizzato strumenti di Anthropic, come Claude Code, mediante provider di servizi cloud e filiali estere. L'azienda avrebbe fornito ai dipendenti account aziendali Claude, accessibili tramite la intranet aziendale, collegata alla filiale con sede a Singapore.

ByteDance, la società che controlla TikTok, non avrebbe fornito accessi diretti a Claude, ma avrebbe introdotto un sistema di rimborso spese che consente ai propri ingegneri di includere gli abbonamenti personali a Claude. L'accesso agli abbonamenti avverrebbe tramite una Vpn.

Tra le modalità più sfruttate per accedere a Claude dalla Cina ci sono anche i servizi cloud di Microsoft Azure tramite le controllate all'estero. Secondo quanto appreso dall'Ft, Microsoft ha venduto l'accesso all'interfaccia di programmazione delle applicazioni a società cinesi con sede a Singapore, consentendo agli ingegneri con sede nella Cina continentale di utilizzare Claude attraverso le reti interne delle loro aziende. Da parte sua, Microsoft ha dichiarato che «Anthropic monitora l'utilizzo del servizio e ne applica i termini e le condizioni, con il supporto di Microsoft».

Queste scappatoie non violano le leggi statunitensi, né quelle cinesi, ma infrangono i termini di servizio di Anthropic, che vieta alle aziende cinesi e alle loro controllate estere di utilizzare i propri modelli di intelligenza artificiale. Per usare Claude è richiesta una verifica approfondita dell'identità e non sono accettati pagamenti provenienti da banche cinesi.

In una dichiarazione resa al quotidiano della City, Anthropic ha ribadito l'impegno ad aggiornare costantemente i propri strumenti per identificare e contrastare le nuove tecniche di elusione sviluppate dagli utenti cinesi. «Proibiamo esplicitamente l'accesso o la facilitazione dell'accesso a Claude in regioni non supportate, inclusa la Cina», ha chiarito l'azienda, rimarcando che «Anthropic è l'unica azienda all'avanguardia nel campo dell'AI che limita le vendite alle società controllate dalla Repubblica Popolare Cinese, comprese le filiali costituite al di fuori della Cina».

Mentre Anthropic sta ingaggiando il braccio di ferro con la Cina, Apple sembra muoversi in una direzione opposta. Secondo indiscrezioni di Bloomberg, il gruppo di Cupertino sarebbe in trattative per l'approvvigionamento di chip di memoria per i dispositivi venduti in Cina dai produttori cinesi ChangXin Memory Technologies e Yangtze Memory Technologies, entrambe incluse nella lista nera del Pentagono che elenca le aziende sospettate di sostenere l'apparato militare di Pechino. Apple non ha confermato le trattative e Bloomberg ha riferito che i negoziati sono ancora in corso.

L'accordo potrebbe essere in relazione alla massiccia produzione che iPhone pieghevoli che Apple sta preparando al debutto nella seconda parte di quest'anno. Secondo fonti giapponesi il colosso tecnologico statunitense avrebbe incaricato i propri fornitori di prepararsi a produrre circa 10 milioni di iPhone pieghevoli quest'anno, rispetto alla precedente previsione di 7-8 milioni di unità. La produzione totale di smartphone Apple per il 2026 dovrebbe superare 220 milioni di unità. (riproduzione riservata)



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