Grazie alla crescita sui mercati asiatici, doppia rispetto alla media del gruppo, Moncler, il brand milanese del lusso, famoso per i suoi piumini ha chiuso un altro esercizio record, in controtendenza con il resto del settore.
I mercati asiatici, Cina, Corea e Giappone, che rappresentano quasi il 52% del totale ricavi contro il 33% dell'area Emea, sono quelli che hanno performato meglio con crescita annua del 7% a cambi costanti e con la sostanziale parita della rete distributiva. In Cina in particolare ha brillato l'andamento del 4° trimestre, che ha segnato una crescita a doppia cifra.
I conti del gruppo hanno registrato un fatturato di 3,1 miliardi a fine dicembre 2025, in crescita dell'1% a cambi correnti con un margine ebit di 913 milioni, in leggera flessione sull'anno prima, ma che comunque assicura una redditività superiore al 29%, mentre a fine anno la cassa registrava quasi 1,5 miliardi di euro di liquidità.
«Una direzione strategica chiara, un’esecuzione precisa e la capacità di tenere la barra dritta, pur mantenendo la necessaria flessibilità in uno scenario sempre volatile: questo approccio ci ha permesso di chiudere l’anno con solidi risultati, che hanno visto Moncler e Stone Island in crescita in tutti i canali e nei principali mercati in cui operiamo, nonostante una base di
confronto particolarmente sfidante», ha commentato Remo Ruffini, presidente e ceo del gruppo, dal prossimo aprile presidente esecutivo.
Alla performance del brand Moncler nel 2025, 2,7 miliardi di fatturato in crescita del 3%, ha contribuito in modo determinante l'intuizione di Remo Ruffini di lanciare la collezione Genius, quella che sta dando le maggiori soddisfazioni, a fine 2024 proprio a Shanghai, rivendicando un ruolo speciale con la città da parte del brand.
«Questa città occupa un posto speciale nel cuore di Moncler, e anche nel mio, personalmente", aveva dichiarato all'epoca Ruffini, «dal 2009 quando abbiamo aperto il primo store, siamo cresciuti molto, creando un rapporto profondo e a lungo termine con la città, il Paese e la sua gente. L'evoluzione di Shanghai continua a ispirarmi sia a livello personale che professionale» aveva concluso.(riproduzione riservata)