Catl ha ufficialmente avviato la produzione sperimentale nel suo nuovo stabilimento per la produzione di celle per batterie a Debrecen, in Ungheria. Secondo quanto dichiarato dall'azienda, che è leader mondiale nella produzioni di batterie per auto, questo traguardo arriva dopo che l’azienda ha soddisfatto con successo tutte le condizioni preliminari e i requisiti normativi necessari, segnando un importante passo avanti per lo stabilimento, destinato a diventare il più grande polo produttivo di Catl al di fuori della Cina, con una capacità produttiva prevista di 100 GWh.
La fase di produzione sperimentale è finalizzata alla messa a punto, all’ottimizzazione e alla validazione degli impianti e dei processi produttivi in vista dell’avvio della produzione in serie su larga scala. Le prime due linee produttive dello stabilimento sono ora operative per lo svolgimento di queste attività di test.
L’avvio di questa fase segue un periodo di intensi controlli da parte delle autorità di regolamentazione. All’inizio di quest’anno, l’Ufficio governativo della contea di Hajdú-Bihar aveva disposto la sospensione temporanea delle attività in alcune aree dello stabilimento a causa di problematiche legate alla sicurezza sul lavoro, in particolare all’esposizione al nichel. A seguito di questi episodi, che hanno coinvolto nove dipendenti, Catl ha attuato interventi correttivi in materia di salute e sicurezza. Le autorità ungheresi hanno confermato che l’azienda ha successivamente risolto tutte le criticità precedentemente individuate, consentendo così al progetto di proseguire.
Lo stabilimento di Debrecen rappresenta un polo strategico per l’industria automobilistica europea, in quanto destinato a rifornire importanti case automobilistiche che hanno sviluppato una significativa capacità produttiva di veicoli elettrici in Ungheria. Oltre alle nuove linee di produzione delle celle, il sito produce già moduli batteria dall’autunno del 2024, con un totale di 537.000 unità realizzate fino a oggi.
Catl ha dichiarato che continuerà a collaborare strettamente con il governo ungherese e le autorità locali. Durante la fase di produzione sperimentale, la salute e la sicurezza dei dipendenti, così come gli aspetti ambientali, saranno sottoposti a un monitoraggio continuo, i cui risultati verranno trasmessi proattivamente alle autorità competenti.
Sotto la pressione delle autorità ungheresi è finita anche Byd, che sta costruendo a Szeged, 200 chilometri circa da Debrecen, la sua prima fabbrica europea di automobili. Le autorità hanno aperto un’indagine sulla movimentazione di terreno potenzialmente contaminato proveniente dal cantiere. Il gruppo cinese ha respinto le accuse, mentre successive analisi hanno indicato livelli di contaminazione inferiori alle soglie previste.
L’avvio della produzione è stato comunque rinviato al quarto trimestre del 2026, circa un anno dopo la scadenza iniziale. Byd partirà con la Dolphin Surf. La produzione locale permetterà al gruppo di evitare i dazi compensativi applicati dall’Unione europea alle auto elettriche importate dalla Cina. Un vantaggio che però ora dipenderà anche dalla capacità dei costruttori cinesi di adeguarsi al nuovo e più rigido quadro regolatorio ungherese. (riproduzione riservata)