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Industria

Non basta la ricarica ultra-rapida, Byd perde terreno sulle vendite

Nei primi due mesi dell'anno il leader dell'auto elettrica è stato superato da Geely, mentre i margini sono in calo. La strategia è di puntare di più sull'export, dove però crescono i rischi geo-politici, e di offrire, sul mercato interno, tecnologia avanzata, tra cui le super batterie, senza costi aggiuntivi


30/03/2026 11:27

di Mauro Romano - Class Editori

settimanale
Wang Chuanfu, presidente e co-fondatore di Byd

Nonostante gli sforzi promozionali a ritmo continua, l'ultimo è l'offerta di ricarica ultra-rapida (9 minuti) sui suv da 25 mila dollari in Cina, Byd sta faticando a tenere il primato sulle auto elettriche nel mercato domestico.

Nei primi due mesi di quest'anno le vendite interne sono calate e Byd ha perso la prima posizione nel mercato a favore di Geely Automobile Holdings. Questa situazione ha spinto l'azienda a puntare sempre di più sui mercati esteri, dove la domanda dei suoi modelli cresce e i margini per veicolo venduto sono più elevati. Finora, le esportazioni nel 2026 sono rimaste solide, e Byd punta a vendere 1,3 milioni di auto fuori dalla Cina. Tuttavia, l'espansione internazionale comporta costi elevati e rischi significativi, con investimenti nella costruzione di nuove fabbriche per aggirare tariffe e barriere commerciali.

A complicare il quadro ci sono anche problemi auto-inflitti. Alcuni clienti cinesi hanno segnalato difetti di God's Eye, il sofisticato sistema progettato per individuare pericoli sulla strada e consentire una guida quasi autonoma. L'anno scorso, Byd aveva annunciato che God's Eye sarebbe stato installato non solo sui modelli premium, ma su tutta la gamma, comprese le utilitarie più economiche, per rafforzare la leadership nel mercato locale offrendo tecnologia avanzata senza costi aggiuntivi.

I problemi riscontrati hanno evidenziato i limiti tecnologici e i rischi di introdurre sistemi complessi prima che siano completamente perfezionati. Di fronte alla concorrenza più orientata al software, come Huawei Technologies e Xiaomi, Byd sembra ora puntare a soluzioni pragmatiche per l'autonomia di guida, piuttosto che funzioni smart e appariscenti. All'inizio di marzo, l'azienda ha lanciato la nuova generazione di blade batteries e un'architettura di ricarica ultra-rapida, in grado di portare le batterie dal 10% al 70% in soli cinque minuti, e quasi completamente cariche in nove minuti.

Gli effetti della concorrenza interna al mercato cinese si sono avvertiti anche sui conti del colosso di Shenzhen che nel quarto trimestre, ha registrato un utile netto di 9,3 miliardi di yuan, in calo del 38% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, mentre i ricavi sono scesi di circa il 14%, attestandosi a 237,7 miliardi di yuan. A pesare sul più grande produttore mondiale di veicoli elettrici sono la concorrenza serrata e regolamentazioni sempre più stringenti in Cina.

Per quanto riguarda la performance annuale, i profitti di Byd nel 2025 sono calati del 19%, a 32,6 mld di yuan, mentre i ricavi sono cresciuti del 3,5%, raggiungendo 804 mld di yuan. Il margine lordo, sotto attento monitoraggio dagli investitori, è sceso al 17,7%, il livello più basso degli ultimi tre anni, rispetto al 19,4% del 2024.

Questi risultati hanno segnato un anno deludente per il presidente Wang Chuanfu: Byd ha registrato il primo calo dell'utile annuale in quattro anni e la crescita dei ricavi più bassa negli ultimi sei. La strategia di forti sconti, pur aumentando le consegne e consentendo all'azienda di superare Tesla, ha pesato sui margini. Il rallentamento delle vendite domestiche ha reso necessarie ingenti risorse per competere con i nuovi modelli ad alto contenuto tecnologico di concorrenti come Xiaomi

Nonostante le difficoltà, le azioni Byd sono in rialzo, grazie all'aumento dei prezzi del petrolio dovuto alla guerra in Iran, che favorisce la domanda di veicoli elettrici. Il titolo, quotato a Hong Kong, è salito quasi del 12% a marzo, tra i migliori dell'Hang Seng Tech Index insieme a Nio e Zhejiang Leapmotor Technologies, dopo un periodo di calo del settore per timori di domanda debole e forte concorrenza sui prezzi in Cina. (riproduzione riservata)


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