Sentenza storica della Corte d'appello cinese che ha confermato e ampliato la tutela riconosciuta a Seattle Espresso Machine Corporation, società controllata da Cimbali, azienda storica italiana ultracenteneria, attiva nella produzione di macchine per caffè espresso, nell'ambito della controversia relativa alla contraffazione e concorrenza sleale relativa al brand americano Slayer.
La sentenza, si legge in una nota, è già esecutiva e ha accolto integralmente le ragioni di Cimbali, confermando la sussistenza della concorrenza sleale e riconoscendo il carattere distintivo della macchina Slayer Espresso ai sensi della normativa cinese. È stata inoltre riconosciuta la violazione del marchio, riformando sul punto la decisione di 1° grado. In particolare, i segni utilizzati dai soggetti convenuti sono stati ritenuti sufficientemente simili da poter indurre il pubblico a presumere un collegamento commerciale con Cimbali e il brand Slayer.
«Questa sentenza va ben oltre la tutela dei nostri interessi aziendali. È un risultato importante per tutte le aziende che operano in Cina con prodotti ad alto contenuto di design e innovazione», ha commentato Frédéric Thil, managing director del gruppo Cimbali,«abbiamo perseguito questa battaglia non solo per proteggere il brand Slayer e i nostri clienti, ma perché crediamo fermamente che la difesa della proprietà intellettuale e del saper fare sia un pilastro irrinunciabile di un commercio internazionale equo e sostenibile. Continueremo a investire con la massima determinazione nella protezione dei nostri diritti, dei nostri brand e del valore che essi rappresentano per i nostri partner e clienti in tutto il mondo».
Sul piano risarcitorio, l'importo inizialmente riconosciuto è stato più che raddoppiato a 2.000.000 di yuan, circa 260 mila euro, oltre alle spese legali. La decisione prevede inoltre la condanna in solido di tutti i soggetti coinvolti e l'ordine di cessazione immediata di ogni attività illecita.
Sotto il profilo giuridico, la decisione conferma che la tutela della proprietà intellettuale può riguardare sia il marchio sia gli elementi distintivi del design, infatti la corte ha infatti sancito che anche l'uso di segni non identici può costituire una violazione, quando sia tale da indurre il pubblico a ritenere che esista un collegamento commerciale con il titolare dei diritti.
La Cina è oggi il secondo mercato per importanza per il brand Slayer, in un contesto di forte espansione del settore, con 87.505 outlet dedicati al caffè nel Paese, in aumento di 20.978 unità rispetto al periodo precedente (+31,5%). Il Gruppo Cimbali ha inaugurato nel 2014 la sua prima filiale a Shanghai, un sito di 200 metri quadri con showroom, uffici e training center dedicato a diffondere la cultura del caffè italiano in Cina. All'epoca dell'apertura, il gruppo aveva sviluppato un fatturato di 140 milioni di euro nel 2013, esportando l'80% della produzione in oltre 100 Paesi
Il gruppo milanese, interamente controllato dalla famiglia omonima giunta alla quarta generazione, oggio guidato dal presidente Maurizio Cimbali, ha chiuso il 2025 in linea con l'anno precedente, con ricavi netti intorno ai 237 milioni di euro e ricavi lordi di circa 243 milioni. L'andamento è rimasto stabile anche nei primi mesi del 2026, secono una recente intervista del direttore vendite Claudio Torresan.
Fondato a Milano nel 1912 da Giuseppe Cimbali, il Gruppo Cimbali è oggi una multinazionale che controlla i marchi LaCimbali, Faema, Casadio, Hemerson e Slayer, produce in quattro stabilimenti produttivi, tre in Italia e uno a Seattle, negli Stati Uniti. Il gruppo investe fortemente in ricerca e sviluppo, con oltre 60 professionisti R&D e 62 brevetti depositati, oltre a promuovere la cultura del caffè attraverso MUMAC, il museo aziendale, e la MUMAC Academy. (riproduzione riservata)