L'economia cinese ha perso slancio ad aprile, con crescita dei consumi, della produzione industriale e degli investimenti inferiori alle attese, mentre le ricadute della guerra nel Medio Oriente hanno frenato lo slancio della seconda economia mondiale.
Tuttavia nei primi quattro mesi dell'anno, l'economia ha mantenuto un buon ritmo di crescita, sostenuto però soprattutto dalla produzione industriale e dalle esportazioni, mentre i consumi interni, +0,2% su base annua e - 0,48% su base mensile, restano deboli, come testimonia anche il basso livello di inflazione.
Ma le preoccupazioni per il prossimo periodo condizionato dagli eventi internazionali emergono nella parte finale del comunicato dell'Uffico nazionale di statistica, Nbs, sui dati dei primi quattro mesi, in cui si sottolinea che «bisogna attuare in modo accurato ed efficace una politica fiscale più proattiva e una politica monetaria adeguatamente accomodante, stimolare ulteriormente la domanda interna, migliorare l'offerta e ottimizzare l'allocazione delle nuove risorse, sfruttando al meglio quelle esistenti». Infatti, secondo l'organismo ufficiale «è importante essere consapevoli che il contesto esterno è complesso e volatile, che lo squilibrio interno tra forte offerta e debole domanda rimane acuto, che alcune imprese incontrano difficoltà operative e che le basi per una crescita economica stabile e positiva devono ancora essere consolidate».
Il dato che più preoccupa i decisori di Pechino è quello delle vendite al dettaglio che in aprile sono rimaste sostanzialmente al livello dell'anno prima, segnando un +0,2%, al di sotto delle previsioni degli economisti che avevano stimato un aumento del 2%, e in rallentamento rispetto all'incremento dell'1,7% di marzo, secondo i dati pubblicati dall'Ufficio Nazionale di Statistica. Si tratta della crescita più debole dal dicembre del 2022, periodo in cui la Cina aveva iniziato ad allentare le restrizioni anti-Covid.
Anche la produzione industriale in aprile ha segnato un leggero rallentamenteo rispetto al trend dei primi tre mesi, ma ha comunque messo a segno un aumento del 4,1% su base annua, contro il 5,7% di marzo e mancando le aspettative degli economisti di una crescita del 5,9% a/a. Nei primi quattro mesi, il valore aggiunto totale delle imprese industriali maggiori, quelle con un fatturato superiore a 3 milioni di dollari, è cresciuto del 5,6% su base annua, con punte dello 8,7% nel settore delle attrezzature, e del 12,6% per i beni ad alta tecnologia. In termini di prodotti, la produzione di dispositivi per la stampa 3D, batterie agli ioni di litio e robot industriali è cresciuta rispettivamente del 50,9%, del 36,0% e del 25,7% su base annua.
Per quanto riguarda le vendite al dettaglio l'Ufficio di statistica ha reso noto che nei primi quattro mesi hanno raggiunto i 2.424 miliardi di dollari, in aumento dell'1,9% su base annua, mentre il fatturato del settore della ristorazione è stato di 276 miliardi di dollari, in aumento del 3,8%. Tra le tipologie di prodotti spicca il balzo delle apparecchiature di comunicazione aumentate del 17,7%. Nello stesso periodo, le vendite al dettaglio online di beni e servizi hanno raggiunto 958 miliardi di collari, in aumento del 6,6% su base annua, di cui 604 di vendite al dettaglio online di beni, in aumento del 5,7%, rappresentando il 25% delle vendite al dettaglio totali di beni di consumo
Gli investimenti fissi urbani, inclusi immobili e infrastrutture, si sono contratti dell'1,6% nei primi quattro mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, contro attese di una crescita dell'1,6%. Nel periodo gennaio-marzo, gli investimenti urbani erano invece aumentati dell'1,7% su base annua. Il calo degli investimenti è stato attribuito al settore immobiliare, con i flussi in discesa del 13,7% da inizio anno ad aprile, in peggioramento rispetto al calo dell'11,2% registrato nel primo trimestre.
Gli investimenti in infrastrutture e manifattura sono invece cresciuti rispettivamente del 4,3% e dell'1,2% nei primi quattro mesi del 2026. Gli investimenti immobiliari nel Paese si sono quasi dimezzati rispetto al picco del 2021. Ulteriori cali dei prezzi delle case aggraverebbero l'impatto sui bilanci delle famiglie, commenta Lizzi Lee del Center for China Analysis, sottolineando che la crisi immobiliare ha già provocato significative perdite occupazionali nelle costruzioni e nei settori collegati.
Sul fronte esportazioni c'è stata un'accelerazione in aprile, +14,1%, nettamente sopra le stime di un incremento del 7,9%, generata dalla crescente domanda estera da parte di acquirenti impegnati a fare scorte per timori di un aumento dei costi di produzione legati al conflitto con l'Iran. «Le forti esportazioni cinesi hanno contribuito a compensare le debolezze della domanda interna, ma non abbastanza da controbilanciarle completamente», afferma tuttavia Zhiwei Zhang, presidente e capo economista di Pinpoint Asset Management. «I dati sull'attività interna della Cina hanno deluso su tutta la linea ad aprile, segnalando un rallentamento nel secondo trimestre. Una crescita più debole e un'inflazione in aumento potrebbero complicare le decisioni di politica economica nei prossimi mesi», avvertono infine gli economisti di Ing. (riproduzione riservata)