Milano torna al centro del dialogo economico tra Italia e Cina. Secondo la sedicesima edizione del rapporto Cina 2025 presentato da Iccf-Italy China council foundation, l’Italia, 4ª in Europa tra i partner della Cina e 24ª a livello globale, ha registrato un anno, il 2025, in chiaroscuro, con scambi per 76 miliardi di dollari, in crescita del 5%, grazie alle importazioni dalla Cina soprattutto di macchinari e auto, mentre l'export di made in Italy ha registrato un calo del 5,4% a 29 miliardi di dollari.
Ma il 2025 è stato soprattutto l'anno del surplus commerciale record della Cina, che ha raggiunto 1.189 miliardi di dollari in aumento di circa il 20% rispetto al 2024, nell'anno dei dazi imposti dall'amministrazione americana, confermando la solidità dell’apparato manifatturiero e la capacità di esportazione su larga scala dell'economia della Repubblica popolare.
«Il contesto internazionale resta segnato da incertezza e imprevedibilità ma, parallelamente, stiamo assistendo a trasformazioni significative che meritano di essere comprese e analizzate», ha dichiarato Mario Boselli, presidente Iccf, nel suo discorso introduttivo. «Il Rapporto Cina elaborato dal nostro Centro studi nasce proprio con l’intento di offrire a istituzioni e imprese una lettura aggiornata dei principali cambiamenti in corso in Cina e stimolare una riflessione sull’evoluzione delle nostre relazioni bilaterali».
Il primo capitolo del rapporto fotografa una Cina che nel 2025 ha registrato una crescita reale del pil del 5% su base annua. A trainare l’espansione è soprattutto il settore terziario, sempre più motore strutturale dello sviluppo. Emergono segnali di graduale riduzione del divario di reddito tra aree urbane e rurali, mentre i consumi interni mostrano un miglioramento progressivo, seppur ancora moderato.
Sul piano politico, il 2025 si è chiuso con la definizione delle raccomandazioni destinate a confluire nel 15° piano quinquennale, la cui approvazione è attesa per marzo 2026. Tra gli eventi chiave dell’anno, la grande parata militare del 3 settembre e la quarta sessione plenaria del XX comitato centrale del Partito comunista cinese. Centrale, nel nuovo modello di crescita, il ruolo di intelligenza artificiale e politiche di contrasto al cambiamento climatico.
Il secondo capitolo analizza il posizionamento della Cina nello scacchiere globale. L’Asean-Associazione delle nazioni del sud-est asiatico si conferma primo partner commerciale di Pechino, seguita da Unione europea e Stati Uniti. Ampio spazio è dedicato ai flussi di interscambio Italia-Cina e ai comparti più dinamici, in un quadro in cui il dialogo politico tra Bruxelles e Pechino resta regolare ma con risultati concreti ancora limitati.
Sul fronte strategico, il 2025 ha visto il lancio della Global governance initiative e una distensione tattica nelle relazioni sino-americane, pur nel quadro di una competizione sistemica ribadita dalla National security strategy statunitense. Il dossier approfondisce inoltre i rapporti con Giappone e India, il ruolo della Shanghai cooperation organisation e la XII sessione del Comitato intergovernativo Italia-Cina, svoltasi a Roma lo scorso ottobre.
La terza parte si configura come una guida operativa per le imprese italiane interessate al mercato cinese, con un confronto tra commercio tradizionale e Cbec-Cross-border e-commerce e un’analisi del ruolo dell’amministrazione doganale cinese nei processi di accesso. Due i focus settoriali. Il comparto sanitario-farmaceutico, in forte espansione e ricco di complementarità tra Italia e Cina, e la transizione energetica, con particolare attenzione al fotovoltaico. Un ambito, quest’ultimo, che si conferma strategico per le prospettive industriali italiane e per una cooperazione bilaterale orientata all’innovazione sostenibile.
All’evento hanno preso parte Giulio Bolaffi, consigliere capo dell’ufficio economico-commerciale dell’Ambasciata d’Italia a Pechino, Geng Xiewei, consigliere economico e commerciale del consolato generale della Repubblica popolare cinese a Milano, e Mario Boselli, presidente Iccf, insieme a imprenditori e professionisti del network della Fondazione. Tra gli interventi, anche quelli di Riccardo Fuochi (Logwin air+ocean), Alice Arduini (Alix international), Edoardo Raffiotta (Lca studio Legale) e Andrea Gianni (Alg energy), che hanno contribuito alla stesura del rapporto portando la visione dei rispettivi settori. (qui il testo dell'articolo apparso ieri su milanofinaza)