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Politica

Cina ai raggi X nel 16° rapporto annuale sull'economia di Iccf

In tre capitoli l'analisi della Italy China Council Foundation, guidata da Mario Boselli, ha fotografato la dinamica dei principali dati macroeconomici, il posizionamento della Cina nello scacchiere globale e le opportunità di investimento nel mercato cinese per le imprese italiane


12/02/2026 12:42

di Eleonora Agus - Class Editori

settimanale
Mario Boselli, presidente di Iccf

Milano torna al centro del dialogo economico tra Italia e Cina. Secondo la sedicesima edizione del rapporto Cina 2025 presentato da Iccf-Italy China council foundation, l’Italia, 4ª in Europa tra i partner della Cina e 24ª a livello globale, ha registrato un anno, il 2025, in chiaroscuro, con scambi per 76 miliardi di dollari, in crescita del 5%, grazie alle importazioni dalla Cina soprattutto di macchinari e auto, mentre l'export di made in Italy ha registrato un calo del 5,4% a 29 miliardi di dollari.

Ma il 2025 è stato soprattutto l'anno del surplus commerciale record della Cina, che ha raggiunto 1.189 miliardi di dollari  in aumento di circa il 20% rispetto al 2024, nell'anno dei dazi imposti dall'amministrazione americana, confermando la solidità dell’apparato manifatturiero e la capacità di esportazione su larga scala dell'economia della Repubblica popolare. 

«Il contesto internazionale resta segnato da incertezza e imprevedibilità ma, parallelamente, stiamo assistendo a trasformazioni significative che meritano di essere comprese e analizzate», ha dichiarato Mario Boselli, presidente Iccf, nel suo discorso introduttivo. «Il Rapporto Cina elaborato dal nostro Centro studi nasce proprio con l’intento di offrire a istituzioni e imprese una lettura aggiornata dei principali cambiamenti in corso in Cina e stimolare una riflessione sull’evoluzione delle nostre relazioni bilaterali». 

Il primo capitolo del rapporto fotografa una Cina che nel 2025 ha registrato una crescita reale del pil del 5% su base annua. A trainare l’espansione è soprattutto il settore terziario, sempre più motore strutturale dello sviluppo. Emergono segnali di graduale riduzione del divario di reddito tra aree urbane e rurali, mentre i consumi interni mostrano un miglioramento progressivo, seppur ancora moderato. 

Sul piano politico, il 2025 si è chiuso con la definizione delle raccomandazioni destinate a confluire nel 15° piano quinquennale, la cui approvazione è attesa per marzo 2026. Tra gli eventi chiave dell’anno, la grande parata militare del 3 settembre e la quarta sessione plenaria del XX comitato centrale del Partito comunista cinese. Centrale, nel nuovo modello di crescita, il ruolo di intelligenza artificiale e politiche di contrasto al cambiamento climatico.

Il secondo capitolo analizza il posizionamento della Cina nello scacchiere globale. L’Asean-Associazione delle nazioni del sud-est asiatico si conferma primo partner commerciale di Pechino, seguita da Unione europea e Stati Uniti. Ampio spazio è dedicato ai flussi di interscambio Italia-Cina e ai comparti più dinamici, in un quadro in cui il dialogo politico tra Bruxelles e Pechino resta regolare ma con risultati concreti ancora limitati. 

Sul fronte strategico, il 2025 ha visto il lancio della Global governance initiative e una distensione tattica nelle relazioni sino-americane, pur nel quadro di una competizione sistemica ribadita dalla National security strategy statunitense. Il dossier approfondisce inoltre i rapporti con Giappone e India, il ruolo della Shanghai cooperation organisation e la XII sessione del Comitato intergovernativo Italia-Cina, svoltasi a Roma lo scorso ottobre.

La terza parte si configura come una guida operativa per le imprese italiane interessate al mercato cinese, con un confronto tra commercio tradizionale e Cbec-Cross-border e-commerce e un’analisi del ruolo dell’amministrazione doganale cinese nei processi di accesso. Due i focus settoriali. Il comparto sanitario-farmaceutico, in forte espansione e ricco di complementarità tra Italia e Cina, e la transizione energetica, con particolare attenzione al fotovoltaico. Un ambito, quest’ultimo, che si conferma strategico per le prospettive industriali italiane e per una cooperazione bilaterale orientata all’innovazione sostenibile.

All’evento hanno preso parte Giulio Bolaffi, consigliere capo dell’ufficio economico-commerciale dell’Ambasciata d’Italia a Pechino, Geng Xiewei, consigliere economico e commerciale del consolato generale della Repubblica popolare cinese a Milano, e Mario Boselli, presidente Iccf, insieme a imprenditori e professionisti del network della Fondazione. Tra gli interventi, anche quelli di Riccardo Fuochi (Logwin air+ocean), Alice Arduini (Alix international), Edoardo Raffiotta (Lca studio Legale) e Andrea Gianni (Alg energy), che hanno contribuito alla stesura del rapporto portando la visione dei rispettivi settori. (qui il testo dell'articolo apparso ieri su milanofinaza)


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