Con un intervento fortemente improntato alla difesa del libero mercato e del multilateralismo, presidiato da istituzioni sovrannazionali preposte a sciogliere le controversie, la Cina ha portato al World Economic Forum di Davos, in Svizzera, la sua visione sull'economia internazionale e un impegno a correggere alcune scelte di politica economica.
«Mentre parliamo è in corso una veloce trasformazione nel mondo. Un crescente unilateralismo e protezionismo, unito all'impatto dei conflitti locali, sta portando a nuovi cambiamenti all'economia globale e all'ordine commerciale, ha detto tra l'altro il vicepremier cinese, He Lifeng, che è un economista, «in particolare, dallo scorso anno, i dazi e le guerre commerciali hanno inflitto importanti shock all'economia mondiale, ponendo serie sfide al multilateralismo e al libero scambio. Alla luce di ciò, prima di tutto dovremmo promuovere fermamente il libero scambio e una globalizzazione economica universale che sia a beneficio di tutti».
«La globalizzazione economica guidata da specializzazione internazionale, cooperazione e win win è una tendenza prevalente della storia e ha permesso a molti Paesi, inclusa la Cina, di raggiungere un rapido sviluppo. Al contrario, i dazi e le guerre commerciali non hanno vincitori. Oltre a causare un aumento dei prezzi, frammentano le economie mondiali e stravolgono la distribuzione globale delle risorse», ha aggiunto, sottolineando che «non fanno l'interesse di nessuno».
«Sebbene la globalizzazione economica non sia perfetta e potrebbe causare alcuni problemi, non possiamo respingerla totalmente e ritirarci un isolamento auto-imposto», ha notato He. «L'approccio giusto è trovare soluzioni insieme attraverso il dialogo e spingere la globalizzazione nella giusta direzione. La Cina sostiene una globalizzazione economica giusta e inclusiva, ci siamo impegnati a costruire ponti non muri. Supporteremo fermamente il commercio e la liberalizzazione degli investimenti e continueremo a condividere sviluppo e opportunità con il mondo. Continueremo a lavorare con le parti per creare un futuro luminoso, dove ogni paese e comunità condivide i dividendi dello sviluppo», ha proseguito.
Il vicepremier ha anche fatto un accenno ai problemi interni all'economia cinese troppo spostata sulla produzione e con consumi insufficienti in un paese moderno. «La Cina è il secondo mercato per consumi del mondo. Tuttavia, la spesa pro-capite è ancora inferiore a quella di paesi industrializzati. Grazie alla crescita della classe media, si prevede però una diversificazione dei bisogni, che potrebbe sbloccare un immenso potenziale per i consumi, ha ammesso He Lifeng.
E ha continuato: «la Cina ha posto la domanda domestica in cima alla sua agenda economica quest'anno e sta lavorando alacremente al suo piano di crescita per le aree urbane e rurali per diventare una 'potenza dei consumi', oltre a essere già un colosso manifatturiero. Per questo, incoraggiamo le aziende di tutto il mondo a cogliere le opportunità derivanti dall'espansione della nostra domanda di consumi e esplorare il mercato».
Così He ha difeso le scelte del governo negli ultimi anni: «negli ultimi cinque anni l'economia cinese è cresciuta in maniera costante, abbiamo adottato riforme volte all'apertura dell'economia, abbiamo continuato a espandere il mercato dei consumi e accelerato la transizione verde. L'economia è cresciuta contribuendo al 30% della crescita mondiale, uno sviluppo attraverso riforme, aperture e innovazioni, piuttosto che grazie ai cosiddetti sussidi governativi», ha concluso. (riproduzione riservata)