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Politica

La Ue esorta la Gran Bretagna a porre dazi sulle auto cinesi

Il timore della Commissione è che gli esportatori di auto cinesi aggirino i dazi europei usando il Regno Unito come porta d'ingresso nel Vecchio Continente. L'Europa ha anche proposto all'Inghilterra di aderire a un'unione doganale, ma il governo ha declinato. I marchi cinesi hanno conquistato quasi il 17% del mercato inglese, raddoppiando in un anno


25/09/2026 15:09

di Valentina Simonella - Class Editori

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Il commissario europeo al commercio Maroš Šefcovic

L'Unione europea ha esortato il Regno Unito ad aumentare i dazi sulle auto cinesi e ad allineare la propria politica commerciale a quella di Bruxelles per evitare di subire barriere commerciali legate alle nuove regole "Made in Europe".

Lo rivela il Financial Times, che cita conversazioni con funzionari dell'Ue. L'Ue avrebbe presentato come soluzione per evitare barriere sulle esportazioni britanniche quella di valutare l'ingresso del Regno Unito in un'unione doganale con il blocco. In risposta, il governo britannico avrebbe confermato l'impegno a mantenere le posizioni intransigenti espresse dal Partito Laburista alle ultime elezioni, respingendo, tuttavia, la proposta di aderire a un'unione doganale o al mercato unico europeo.

Un timore della Ue riguarderebbe la possibilità che i costruttori cinesi possano sfruttare il mercato britannico per aggirare i dazi del blocco. Il governo britannico, infatti, ha scelto di mantenere una linea commerciale più morbida nei confronti dei costruttori cinesi, che non prevede l'applicazione delle barriere aggiuntive disposte da Bruxelles nel 2024, ma solo una tariffa standard del 10%. Al contempo, il Paese sta cercando di attrarre investimenti dalla Cina negli stabilimenti automobilistici britannici, e un esempio è l'accordo tra la casa automobilistica Chery per la produzione di auto nello stabilimento Nissan di Sunderland, nel nord-est dell'Inghilterra.

"Un'unione doganale risolverebbe la maggior parte dei problemi del Made in Europe", ha spiegato un funzionario dell'Ue al quotidiano londinese. "E anche la questione delle differenze tariffarie, che fa temere che i marchi cinesi possano aggirare i nostri dazi passando per il Regno Unito". Un secondo funzionario Ue interpellato dall'FT ha precisato che "c'è una crudele ironia nel modo in cui si sono evolute le preoccupazioni europee riguardo alla Gran Bretagna: dai timori di una 'Singapore sul Tamigi' ai timori di una 'Turchia oltre la Manica'.

La preoccupazione di oggi non è più una Gran Bretagna ipercompetitiva e globalizzata alle porte dell'Europa, ma una Gran Bretagna che potrebbe diventare una porta d'accesso secondaria al mercato europeo per i prodotti cinesi". In questo quadro, i marchi cinesi hanno conquistato una quota dell'16,8% da inizio anno nel Regno Unito, con un aumento di 8,3 punti percentuali su base annua.

La notizia comunque agita le acque dei rapporti tra Ue e Cina alla vigilia di di un importante trattativa bilaterale, in programma a Pechino per l'8 e 9 ottobre prossimi, nella quale il Commissario europeo al Commercio Maroš Šefcovic cercherà di riequilibrare i rapporti economici ed evitare un'escalation nella guerra dei dazi. 

I temi principali sul tavolo delle trattative includono il contenimento delle esportazioni con l'Unione Europea che punta a ottenere rassicurazioni e impegni concreti da Pechino per ridurre l'enorme deficit e il divario commerciale bilaterale, Terre rare e materie prime, per cui si negozierà il prolungamento della tregua sulle esportazioni cinesi di materiali critici per l'industria europea, accesso al mercato e sussidi, dove si discuterà di un maggiore accesso delle aziende europee al mercato cinese e della questione dei dazi sulle auto elettriche e altri beni sussidiati. (riproduzione riservata)


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