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Politica

Non si arresta il flusso di petrolio iraniano alla Cina via Hormuz

Secondo fonti qualificate di settore, almeno 11,7 milioni di barili di greggio iraniano sono stati spediti in Cina, mentre vengono attivate nuove stazioni di pompaggio per caricare le petroliere. Intanto nello Stretto si intensifica l'attività bellica americana contro i posamine iraniani


11/03/2026 12:47

di Mauro Romano - Class Editori

settimanale

L'Iran sta continuando a inviare grandi quantità di petrolio alla Cina attraverso lo Stretto di Hormuz, nonostante la guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran abbia messo a repentaglio le forniture globali.

Dall'inizio della guerra, il 28 febbraio, l'Iran ha inviato almeno 11,7 milioni di barili di greggio attraverso lo Stretto, tutti diretti in Cina, ha dichiarato a Cnbc Samir Madani, co-fondatore di TankerTrackers. L'azienda monitora i movimenti delle imbarcazioni tramite immagini satellitari, che consentono di vedere navi che altrimenti passerebbero inosservate se i loro sistemi di tracciamento fossero disattivati.

Molte imbarcazioni sono infatti "scomparse" dopo che Teheran ha minacciato di attaccare qualsiasi imbarcazione che tenti di attraversare lo Stretto. «Dato che la Cina è stata il principale acquirente di greggio iraniano negli ultimi anni, una quota significativa di questi barili potrebbe alla fine essere finita lì», ha affermato Nhway Khin Soe, analista del greggio presso Kpler, aggiungendo che confermare la destinazione finale di queste navi è diventato sempre più difficile.

Il terminal dell'isola di Kharg, situato a circa 15 miglia dalla costa dell'Iran continentale, è da tempo il principale impianto di esportazione di petrolio del Paese. Ora l'Iran ha ripreso anche a caricare le petroliere al terminal petrolifero e del gas di Jask, lungo il Golfo dell'Oman, a sud dello Stretto di Hormuz, il che potrebbe aumentare la capacità di trasporto del greggio.

La ripresa dell'attività a Jask segnala che Teheran sta valutando alternative allo Stretto di Hormuz, anche se resta incerto in che misura questo possa fungere da rotta praticabile per le spedizioni, ha affermato Soe. L'impianto di Jask è stato raramente utilizzato in quanto appare molto meno efficiente, considerando che il carico di una singola Very Large Crude Carrier, una classe di superpetroliere costruita per il trasporto di petrolio a lungo raggio, può richiedere fino a 10 giorni.

Intanto, dopo che alcune fonti hanno detto ieri alla Cnn che negli ultimi giorni l'Iran ha iniziato a posizionare mine nello Stretto di Hormuz, che finora sarebbero "poche decine", le forze americane nella notte hanno affondato diverse navi iraniane, tra cui 16 navi posamine, nei pressi dello Stretto, secondo quanto ha riferito il Comando centrale degli Stati Uniti.

L'annuncio di Washington ha fatto seguito a un post su Truth Social in cui il presidente Usa, Donald Trump, intimava l'Iran di rimuovere "immediatamente" le mine nello Stretto. «Se per qualsiasi motivo venissero piazzate mine e non venissero rimosse immediatamente, le conseguenze militari per l'Iran sarebbero di un livello mai visto prima. Se, d'altra parte, rimuovessero ciò che potrebbe essere stato piazzato, sarebbe un passo da gigante nella giusta direzione!», aveva scritto Trump prima di aggiungere, in un post successivo, che gli Usa avevano già affondato 10 navi posamine inattive e che «ne sarebbero seguite altre».

Nello Stretto, nelle ultime ore, sono state colpite tre navi cargo, secondo il Centro Operazioni Marittime del Regno Unito (Ukmto). Le navi sono state colpite da proiettili sconosciuti, una nella rotta di navigazione chiave al largo della costa di Dubai, una a 11 miglia nautiche a nord dell'Oman e la terza al largo della costa settentrionale degli Emirati Arabi Uniti. (riproduzione riservata)


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