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Moncler batte le attese e cresce di oltre il 20% in Cina e Corea

La griffe milanese di outerwear sale in controtendenza agli altri grandi brand del lusso con il traino dei mercati asiatici e dell'area Pacifico, che rappresenta oltre il 56%del fatturato totale, mentre Europa e Stati Uniti sono risultati in calo. La rete dei negozi a vendita diretta nel trimestre è rimasta invariata 


22/04/2026 13:13

di Federica Camurati - Class Editori

settimanale
Remo Ruffini, presidente esecutivo di Moncler

Con il traino delle vendite in Cina e Corea, cresciute ben oltre il 20%, Moncler, la griffe del lusso outerwear, ha archiviato un primo trimestre in positivo, soprattutto nel quadrante asiatico che ha rappresentato il 56% del fatturato totale.

In controtendenza rispetto al rallentamento evidenziato da gran parte delle società del settore fashion & luxury nel primo trimestre, da Lvmh a Kering e Hermès, penalizzate a marzo dallo scoppio del conflitto in Medio Oriente, il gruppo guidatio dxa Remo Ruffini ha registrato risultati superiori alle attese del mercato per entrambi i brand, Moncler e Stone Island, in crescita a doppia cifra a cambi costanti.

Il fatturato complessivo è ammontato a 880,6 milioni di euro, in aumento del 6% a cambi correnti e del 12% a tassi di cambio costanti. Il marchio ammiraglio Moncler ha contribuito per 766,5 milioni (+6% a cambi correnti e +12% a cambi costanti), mentre Stone island ha generato 114,1 milioni (+6% a cambi correnti e +11% a cambi costanti).

I ricavi in Asia, area che che include Cina, Giappone e Corea, sono incrementati del 22% a 433 milioni di euro. Tutti i Paesi sono cresciuti nel periodo e hanno registrato un miglioramento sequenziale, sostenuti da un contributo positivo da parte sia dei clienti locali sia dei turisti, con Cina e Corea che si sono attestate su «livelli di performance più elevati», come recita il comunicato dela società.

La regione Emea, Europa e Medio Oriente, ha registrato un calo del 2% a 238,5 milioni, con la performance del canale dtc ha continuato a essere penalizzata da flussi turistici relativamente contenuti e da un canale online debole. Anche le entrate nelle Americhe sono a loro volta diminuite del 2%, attestandosi a 95 milioni di euro, malgrado la continua solida crescita dei consumi locali e la buona performance wholesale.

«Ciò che emerge con chiarezza nel primo trimestre di quest'anno è qualcosa di più di una performance solida. In un contesto globale caratterizzato da conflitti e instabilità, sia Moncler sia Stone island hanno dimostrato una forte energia e rilevanza culturale», ha commentato il presidente esecutivo Remo Ruffini. «Mentre inizia una nuova fase del nostro percorso, con Leo Rongone ora nel gruppo, il nostro focus è molto chiaro: restare fedeli a ciò che siamo, guardando sempre avanti e mantenendo l'integrità dei nostri marchi al centro di ogni decisione».

Il cda di Moncler ieri ha infatti confermato amministratore il nuovo ceo Leo Rongone, in carica da inizio aprile. (qui il testo dell'articolo pubblicato oggi su milanofinanza)


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