La missione in corso fino a domani, 18 aprile, del Vicepresidente del consiglio e Ministro degli affari esteri, Antonio Tajani, in Cina, con tappe a Pechino e Shanghai, ha l’obiettivo di rafforzare i rapporti economici tra Italia e Cina e di affrontare insieme a Pechino i principali dossier internazionali, dalla guerra in Ucraina alle crisi in Medio Oriente. Tajani è accompagnato da una delegazione composta da numerose aziende, da Confindustria e dalle agenzie pubbliche deputate al sostegno dell’export e degli investimenti, tra cui Ice (Italian Trade Agency), Sace, Simest e da Cassa Depositi e Prestiti (Cdp).
Uno dei momenti chiave della missione è stato l’incontro con il ministro del Commercio cinese Wang Wentao, con cui Tajani ha co-presieduto la XVI Commissione economica mista Italia-Cina, il principale strumento di cooperazione bilaterale. A seguire, i due ministri hanno inaugurato il Forum imprenditoriale Italia-Cina, che ha coinvolto circa 50 imprese dei due Paesi.
Tra i risultati concreti, spicca la firma di un Piano d’azione per l’e-commerce, pensato per rafforzare la presenza del Made in Italy sulle grandi piattaforme digitali cinesi. Un passaggio significativo, considerando che la Cina rappresenta il primo partner commerciale dell’Italia in Asia e uno dei principali mercati extraeuropei, con un interscambio che si avvicina ai 75 miliardi di euro. L’obiettivo dichiarato è duplice: promuovere le eccellenze italiane, dalla moda all’agroalimentare, e, al contempo, riequilibrare i flussi commerciali, fortemente favorevoli alla Cina, riducendo le barriere di accesso al mercato cinese per le imprese italiane.
Sul fronte della connettività, è stata annunciata l’apertura di un nuovo volo diretto che collegherà Pechino a Venezia, destinato ad avere un impatto significativo non solo sul business, ma anche sui flussi turistici dalla Cina verso l’Italia.
La visita di Tajani è un passo significativo per rafforzare il posizionamento commerciale dell'Italia in Cina. Per le aziende già attive sul mercato e per i potenziali investitori, il messaggio è chiaro: l’impegno verso la Cina è di lungo periodo. L’obiettivo non è solo una crescita incrementale, ma lo sviluppo di una presenza più solida, competitiva e resiliente in uno dei mercati più dinamici e complessi al mondo.
La Cina non è semplicemente una destinazione per l’export: è un mercato strategico in cui le imprese italiane competono su innovazione, forza del marchio e capacità industriale. Settori come la manifattura avanzata, il farmaceutico, la chimica, la moda e l’agroalimentare di alta gamma restano particolarmente ben posizionati. Al contempo, il successo dipende sempre più dalla capacità di scalare le operazioni, approfondire l’integrazione locale e avvicinarsi ai consumatori cinesi, ai partner industriali e alle reti distributive. In molti casi, ciò significa andare oltre un approccio incentrato esclusivamente sull’export, per costruire una presenza operativa più strutturata e radicata.
Questa evoluzione richiede un approccio strutturato e lungimirante alle condizioni di mercato. Un maggiore e più prevedibile accesso al mercato, una regolamentazione più trasparente e un’efficace tutela della proprietà intellettuale restano priorità fondamentali per gli operatori economici. Prevedibilità e reciprocità sono condizioni essenziali per investimenti sostenibili. L’obiettivo è perseguire miglioramenti tangibili che consentano alle imprese di operare in un contesto più equilibrato e trasparente.
Il passo successivo dovrebbe essere quello di tradurre i segnali diplomatici emersi da questa visita in obiettivi concreti, misurabili e con scadenze definite in materia di accesso al mercato. In termini pratici, ciò può includere roadmap settoriali approvate nell’ambito della Commissione economica congiunta Italia-Cina, indicatori chiari per la progressiva rimozione delle barriere agli scambi e agli investimenti, nonché ulteriori progressi in termini di efficienza regolatoria (procedure di certificazione, trasparenza amministrativa). Iniziative pilota mirate in aree strategiche come gli appalti pubblici, insieme a traguardi verificabili per la tutela e l’applicazione dei diritti di proprietà intellettuale, possono contribuire a trasformare gli impegni in risultati concreti.
Allo stesso tempo, la prossima fase delle relazioni economiche bilaterali dovrà essere sempre più guidata dall’innovazione come fattore distintivo. Digitalizzazione, sostenibilità, manifattura avanzata e servizi ad alto valore aggiunto sono ambiti in cui le imprese italiane possono rafforzare ulteriormente il proprio posizionamento competitivo e contribuire a una crescita più equilibrata e di qualità superiore.
Per le imprese già stabilite in Cina, le priorità includono un ulteriore approfondimento dell’integrazione locale, il rafforzamento della resilienza operativa e una maggiore vicinanza ai consumatori finali, ai partner industriali e agli ecosistemi dell’innovazione. Per gli investitori, i principali elementi di valutazione restano la qualità, la prevedibilità e l’effettiva applicabilità del contesto operativo, fattori cruciali per la sostenibilità di lungo periodo e la scalabilità degli impegni.
In questo contesto, la Camera di Commercio italiana in Cina, insieme all’Ambasciata d’Italia in Cina, ai Consolati italiani e all’Italian Trade Agency), nonché alle associazioni imprenditoriali e industriali italiane, sono al servizio delle aziende italiane già operative sul mercato, nel facilitare nuove opportunità e nel promuovere i flussi di investimento dalla Cina verso l’Italia. Questa rete istituzionale coordinata aiuta a costruire ponti commerciali, rafforzare la fiducia e sostenere una relazione economica bilaterale più equilibrata e dinamica.
La Cina continua a rappresentare un mercato di rilevanza strategica per il business italiano. Il successo in questo contesto dipenderà sempre più da disciplina, scala e chiarezza strategica, sostenute da una solida gestione del rischio e da strategie di diversificazione. L’opportunità resta significativa e duratura, e premierà chi saprà impegnarsi con coerenza, struttura e una prospettiva di lungo periodo.
*Segretario Generale della Camera di Commercio Italiana in Cina