Qualche giorno prima che la Cina celebrasse l’inizio del nuovo anno scalpitante con il “Cavallo rosso di fuoco”, la State Administration of Foreign Expert Affaires ha diramato una nuova direttiva sul sistema dei visti di lavoro di Class A (posizioni apicali) e Class B (personale tecnico) per gli stranieri che intendono trasferirsi per la prima volta in Cina o, già attivi, necessitano la riconferma del permesso di lavoro.
Il provvedimento configura, purtroppo, un nuovo collo di bottiglia nelle procedure che li riguardano, con una valenza limitativa dell’accesso dei cosiddetti espatriati, mentre, sul piano più generale dell'incoming, Pechino sta fortemente liberalizzando l'accesso senza visto ai visitatori temporanei.
Finora, infatti, le procedure dei permessi di lavoro sia per i rinnovi che per i nuovi arrivi richiedevano solamente il contratto di lavoro stipulato tra l’azienda ed il dipendente, con il vincolo che le retribuzioni annuali degli espatriati, sia dirigenti che tecnici, non dovevano essere inferiori alle retribuzioni locali dei lavoratori urbani nelle medesime mansioni moltiplicate rispettivamente per sei e quattro volte.
Nel quinquennio 2020-2025 questo controllo non era stato mai attivato anche per la situazione pandemica che si era venuta a creare. Da questo mese di febbraio, invece, il quantum è stato modificato significativamente così come le modalità di certificazione nelle città di prima fascia (Shanghai, Pechino, Canton, Shenzhen e così via).
Ora verranno verificate le dichiarazioni aziendali, quale soggetto di sostituto di imposta, relative alle retribuzioni annuali percepite dai propri dipendenti, parte essenziale nel rilascio del visto di lavoro e, se non vi sarà esatta corrispondenza con i nuovi criteri, la domanda verrà sospesa fino a quando non sarà provato l’allineamento.
Inoltre il rispetto di questo vincolo non sarà più condizione sufficiente: sarà necessario produrre anche la certificazione fiscale (Individual Income Tax, Iit) che deve corrispondere agli importi specificati nel contratto di lavoro che fa fede per il rilascio del permesso di lavoro.
E qui può nascere un problema, perché generalmente nei contratti di lavoro degli expat vi sono voci relative a biglietti aerei di ritorni, locazione di immobili, trattamento sanitario e contributo per le scuole dei figli che cumulativamente raggiungono i livelli previsti ma che non sono soggetti a tassazione e quindi difficilmente estrapolabili dalla dichiarazione della Iit.
Con l’introduzione dei nuovi criteri l’importo retributivo per gli appartenenti alla categoria di Class A originariamente fissato a 600mila reminbi (circa 73mila euro) salirà a 900mila reminbi lordi (circa 110mila euro), nella B da 400mila reminbi (circa 49mila euro) a 600mila reminbi (circa 73mila euro).
Ma il significato restrittivo della nuova normativa va oltre. Nel caso della Class B ai tecnci expat, ai quali è richiesta una laurea o un diploma equivalente e almeno due anni di esperienza lavorativa, potrebbe risultare difficile la presentazione dei documenti scolastici regolarmente tradotti e legalizzati da Ambasciate e Consolati cinesi nel Paese di provenienza, mentre l’esperienza lavorativa dovrà essere continuativa. Se poi l'expat ha oltre 60, niente visto, se non in casi eccezionali.
Per la Class A, che riguarda high level o talent, in genere ad o legali rappresentanti, l'età non è vincolante.
Un'ulteriore novità del provvedimento è l'ampliamento delle categorie con l'introduzione del visto K per talenti stem (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica), un segnale che, in mancanza di parità di condizioni, le assunzioni dell'aziende estera devono rivolgersi al personale locale qualificato.
Per quanto riguarda gli espatriati italiani, se a fatica si è arrivati all’applicazione dal primo gennaio scorso del trattato dell’eliminazione della doppia imposizione (Dta), che riduce le ritenute alla fonte su interessi, dividendi e royalties, l’introduzione delle nuove limitazioni confermano che il mercato del lavoro in Cina è ancora lontano dal principio del libero scambio di merci, persone ed idee. (riproduzione riservata)
* corrispondente da Shanghai, dove vive e lavora da 30 anni