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Industria

Cina, la manifattura tiene grazie all'export, consumi interni deboli

La crisi in Medio Oriente sembra non avere ancora impattato in aprile i principali indicatori dell'attività economica, ma persistono i segnali di debolezza della domanda e soprattutto il persistere della crisi immobiliare. Per il momento i dati segnalano che sono state superate le previsioni degli analisti


30/04/2026 11:51

di Alberto Chimenti - Class Editori

settimanale

L'attività manifatturiera della Cina ha superato le aspettative degli analisti ad aprile, anche se la crescita ha rallentato rispetto al mese precedente, quando aveva raggiunto il massimo da un anno, a causa di un indebolimento dei nuovi ordini.

L'indice Pmi manifatturiero ufficiale si è attestato a 50,3 punti, battendo il consenso degli economisti a 50,1 punti. Il Pmi non manifatturiero è invece sceso in territorio di contrazione a 49,4 punti, rispetto al 50,1 di marzo, con attività in calo sia nel terziario che nelle costruzioni. Il Pmi composito della Cina è infine sceso a 50,1 punti dai 50,5 di marzo.

«L'industria appare ancora relativamente solida, mentre servizi e domanda interna mostrano alcune debolezze, mantenendo alta la necessità di politiche a sostegno della domanda interna», ha commentato Hao Zhou, responsabile della ricerca e capo economista di Guotai Junan International Holdings.

Nonostante il rallentamento dei nuovi ordini, Zhou sottolinea che produzione e nuovi ordini restano in territorio espansivo e quindi un sostegno chiave. Il sotto-indice dei nuovi ordini è però sceso a 50,6 punti ad aprile dai 51,6 del mese precedente.

«Il Pmi mostra che il settore manifatturiero non è stato influenzato negativamente dal conflitto in Medio Oriente. L'indice dei nuovi ordini export è salito sopra 50 punti per la prima volta in due anni», afferma poi Zhiwei Zhang, presidente e capo economista di Pinpoint Asset Management. Il sotto-indice dei nuovi ordini esteri è salito a 50,3 ad aprile. Tuttavia, Zhou avverte che i prezzi degli input restano "caldi", poiché il petrolio rimane sensibile alle tensioni in Medio Oriente.

I dati si affiancano anche a un sondaggio privato condotto da RatingDog e S&P Global, che ha registrato un Pmi manifatturiero a 52,2 punti contro attese a quota 51, il livello più alto dal dicembre del 2020. «Una domanda solida, migliori operazioni e nuovi lanci di prodotti hanno portato la produzione al tasso di crescita più alto in quasi due anni», ha affermato RatingDog. (riproduzione riservata)


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