MENU
Industria

La cinese Byd valuta l'ingresso in F1 e nelle competizioni sportive

Oltre alle monoposto della Formula1 un'altra ipotesi e il mondiale Endurance, con la gara più famosa, le 24 ore di Le Mans. L’interesse per le corse rientra nella strategia di Byd per rafforzare il posizionamento del brand. Conosciuta soprattutto per auto elettriche e ibride a prezzi competitivi, la società sta cercando di ampliare l’offerta verso segmenti più premium


10/03/2026 17:49

di Andrea Boeris - Class Editori

settimanale
Wang Chuanfu, ceo di Byd

Il gruppo dell’auto cinese Byd valuta un possibile ingresso nelle principali competizioni motoristiche internazionali, inclusa la Formula 1 e il Fia World Endurance Championship, con il chiaro intento di rafforzare la propria immagine globale e aumentare l’attrattività del marchio sui mercati internazionali.

Lo riporta Bloomberg che cita fonti vicine al dossier secondo cui il costruttore starebbe esaminando diverse opzioni dopo la rapida espansione fuori dal mercato domestico e alla luce della crescente diffusione di tecnologie ibride anche nelle competizioni. Tra le ipotesi allo studio ci sarebbero sia la creazione di una squadra propria sia possibili acquisizioni di team già esistenti.

Tra i campionati considerati figura appunto il Mondiale endurance organizzato dalla Fédération Internationale de l'Automobile, che comprende anche la celebre 24 Hours of Le Mans, oltre naturalmente alla Formula 1. Un eventuale ingresso segnerebbe uno dei rari tentativi diretti di un costruttore cinese di affacciarsi a un mondo storicamente dominato da team europei e statunitensi.

In passato alcune aziende cinesi hanno comunque mostrato interesse per il motorsport: il gruppo Geely partecipa alle competizioni turismo internazionali con Cyan Racing (ex team ufficiale Volvo), mentre Nio ha conquistato il titolo piloti nel campionato inaugurale della Formula E nel 2015.

Uno dei principali ostacoli resta però il costo. L’ingresso in Formula 1 richiede spesso anni di negoziati e investimenti che possono arrivare fino a circa 500 milioni di dollari a stagione per sviluppare e far correre una monoposto. Al momento, precisano le fonti, non è stata presa alcuna decisione definitiva e il gruppo potrebbe anche decidere di non entrare in alcuna competizione.

L’interesse per le corse rientra nella strategia di Byd per rafforzare il posizionamento del brand. Conosciuta soprattutto per auto elettriche e ibride a prezzi competitivi, la società sta cercando di ampliare l’offerta verso segmenti più premium. Nel 2025 il marchio di lusso Yangwang ha portato in pista in Germania la sportiva U9 Xtreme, che ha registrato una velocità massima superiore alle 308 miglia orarie. Il gruppo cinese ha recentemente superato Tesla come primo venditore mondiale di veicoli elettrici ed è diventato uno dei protagonisti dell’espansione delle auto cinesi in Europa, America Latina e altri grandi mercati.

Un eventuale accordo con la Formula 1 potrebbe anche aumentare la notorietà del marchio negli Stati Uniti, dove però Byd non vende attualmente automobili a causa di dazi elevati e barriere di mercato. Il campionato sta vivendo negli ultimi anni una forte crescita di popolarità nel Paese, anche grazie alla serie Netflix Formula 1: Drive to Survive e all’aumento delle gare sul territorio americano.

Dal punto di vista regolamentare, la stessa Formula 1 sta evolvendo verso tecnologie più sostenibili. A partire dalla stagione 2026, appena iniziata con il Gran Premio in Australia, sono entrate in vigore nuove norme sui propulsori ibridi, con una maggiore capacità delle batterie, un orientamento che rende le competizioni sempre più vicine alle tecnologie utilizzate dai costruttori nelle auto di serie. (qui il testo dell'articolo apparso oggi di milanofinanza)


Chiudi finestra
Accedi