La crescita delle esportazioni cinesi a dicembre ha superato nettamente le attese, facendo balzare il surplus commerciale annuo del paese al massimo storico, mentre le importazioni sono aumentate al ritmo più sostenuto degli ultimi tre mesi.
Lo scorso dicembre le esportazioni sono aumentate del 6,6% su base annua, il doppio delle previsioni degli economisti e in accelerazione rispetto all'espansione del 5,9% di novembre. Le importazioni sono cresciute del 5,7% , oltre le aspettative di un incremento dello 0,9%, il ritmo più forte dal settembre dello scorso anno, quando erano salite del 7,4%. Nell'intero 2025 le esportazioni cinesi sono cresciute del 5,5%, mentre le importazioni sono rimaste sostanzialmente stabili, portando il surplus commerciale di Pechino a 1.190 miliardi di dollari, in aumento del 20% rispetto al 2024.
Le spedizioni verso gli Stati Uniti sono crollate del 30% a dicembre su base annua, in calo per il nono mese consecutivo, mentre le importazioni dagli Usa sono diminuite del 29%. A dimostrazione del forte ridimensionamento degli scambi commerciali con gli Stati Uniti nel 2025, sullo sfondo delle tensioni legate ai dazi, le esportazioni cinesi verso il Paese sono diminuite del 20%, mentre le importazioni sono calate del 14,6% nell'interno anno.
L'avanzo commerciale della Cina avrà «un impatto distruttivo sul sistema commerciale globale tanto quanto i dazi di Trump», afferma Eswar Prasad, senior fellow della Brookings Institution, sottolineando come la debolezza della domanda interna del Paese stia frenando la crescita globale. I paesi di tutto il mondo, ha avvertito Prasad, sono probabilmente destinati a cercare di proteggere le proprie economie innalzando barriere commerciali.
Le esportazioni cinesi verso l'Unione europea e verso l'Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico (Asean) sono aumentate rispettivamente del 12% e dell'11% a dicembre, mentre le importazioni dall'Europa sono cresciute del 18% e quelle dai Paesi del Sud-Est asiatico sono diminuite del 5%. Zhiwei Zhang, presidente e capo economista di Pinpoint Asset Management, ritiene che Pechino probabilmente manterrà invariato l'orientamento della politica macroeconomica almeno nel primo trimestre, poiché la forte crescita delle esportazioni ha contribuito a compensare la debolezza della domanda interna e le tensioni commerciali con gli Stati Uniti si sono attenuate.
Dai dati dei primi 11 mesi del 2025 delle dogane cinesi emerge che il primo partner commerciale della Cina è il blocco degli 11 paesi Asean con flussi in export e import per 953 miliardi di dollari, mentre i paesi aderenti all'Unione europea rappresentano il secondo sbocco commerciali con scambi per 749 miliardi di dollari. Gli Stati Uniti restano il primo singolo paese con i maggiori scambi con la Cina, nonostante i dazi e la contrazione dei flussi commerciali, con 514 miliardi di dollari tra export e import, con un surplus della bilancia, a favore della Cina, di ben 257 miliardi di dollari.
Anche nei confronti dell'Unione europea la bilancia commerciale è fortemente deficitaria, con un surplus per la Cina di 267 miliardi di dollari, quindi superiore a quello americano. Per quanto riguarda l'Italia, negli 11 mesi del 2025, secondo la stessa fonte (dogane cinesi) il trend dell'export verso la Cina è stato in calo (-6,6%) mentre l'export cinese verso la pensisola è cresciuto del 10%, determinando un deficit commerciale di 24 miliardi di dollari, su un totale di scambi pari a 68 miliardi di dollari
Sul piano dei rapporti bilaterali, Cina e Stati Uniti hanno concordato a ottobre di revocare una serie di misure di controllo sulle esportazioni e di dazi più elevati nell'ambito di una tregua commerciale di un anno, in seguito a un incontro tra il presidente cinese Xi Jinping e il suo omologo statunitense Donald Trump. Pechino si è inoltre impegnata ad acquistare almeno 12 milioni di tonnellate di soia statunitense nei due mesi successivi.
Secondo i dati ufficiali, lo scorso anno la Cina ha acquistato 111,8 milioni di tonnellate di soia, in aumento del 6,5% rispetto al livello del 2024. A dicembre, le importazioni del prodotto sono cresciute solo dell'1,3%, attestandosi a 8 milioni di tonnellate. Le esportazioni cinesi di terre rare sono aumentate del 32% a dicembre, raggiungendo 4.392 tonnellate; nell'intero anno, le spedizioni di questo minerale strategico sono risultate superiori del 12,9% rispetto al 2024. (riproduzione riservata)